Si fa o non si fa? Questo è il dilemma.

Sono una “mamma preventiva” e vorrei crescere mio figlio senza troppe paure.
Missione possibile?
Spiego cosa significa per me essere “mamma preventiva”: anticipo ogni bisogno di mio figlio e, soprattutto, anticipo e blocco ogni sua azione che può o potrebbe nuocere a lui o a chi gli sta vicino.
Sono stata una bambina dispettosa e ho ancora l’incubo della frase che mi ripetevano allo sfinimento prima mia madre e poi mio padre: “questo si fa, questo non si fa”.
E io cosa facevo?
Sempre l’opposto!
E lui cosa fa oggi? Sempre l’opposto.
So che mi sto rispondendo da sola ma non è facile quando si vive una situazione da dentro, con le tensioni e le responsabilità che si sentono verso un nuovo esserino che sta crescendo.
Mi piacerebbe lasciare mio figlio libero di esplorare, soprattutto nel gioco ovviamente, ma a volte ho paura che si possa fare male, che esageri anche con la veemenza di un gesto verso l’altro e che possa diventare come me da piccola: dispettosissimo.
Perché sono convinta di essere diventata dispettosa proprio perché continuavano a dirmi cosa dovevo e cosa non dovevo fare.
Non riesco a togliermi questo cruccio dalla testa e vivo quest’altalena emotiva nel mio quotidiano.
Ho delle amiche super, conosciute perché i loro bambini sono compagni d’asilo di Ivan oltre che compagni di giochi a casa e al parco.
Ivan, ormai per tutti “il terribile” (alle future mamme consiglio sempre di pensare bene al nome da dare al proprio figlio!?!), si muove alla rapidità della luce e spesso e volentieri quando ha in mano un gioco, il gioco finisce in testa dell’amico.
Io cerco sempre di prevenire dicendogli di non farlo o avvicinandomi a lui per bloccarlo, ma le amiche – sante donne – ultimamente insistono con me per lasciarlo fare, sempre ovviamente in sicurezza, lamentandosi che sono troppo ansiosa.
Per evitare però che possa farsi male, a casa il mio compagno ha messo in sicurezza oggetti e arredi che possono compromettere la sua salute: le prese sono tutte coperte, i cassetti bloccati, gli spigoli hanno i paraspigoli e gli attrezzi da cucina non sono a portata di mano di Ivan.
Tutte queste attenzioni verso la sua sicurezza mi rendono un po’ più serena, ma di base rimango sempre un po’ pensierosa.

Kikka 86

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